Dipartimento Tecnico Scientifico

- Sezione AUDITING -

 

La storia di "ALEX"

Quello che Vi stiamo per descrivere quest'oggi, è il caso di "ALEX", un signore che all'epoca dei fatti aveva circa 17 anni.

Questo è ciò che accadde, secondo la sua descrizione:

"Era il mese di maggio del 1982, il giovane Alex, dopo essere rincasato dal lavoro, fa la doccia, cena e va a letto. Ad un certo punto ode un ronzio nella sua camera e sente degli strani formicolii sulla sua schiena.

Dopo questi formicolii, egli si accorge di aver la schiena bagnata. Poi non si ricorda più nulla. Egli ebbe paura a girarsi per vedere a che cosa potesse condurre quello strano formicolio. Gli episodi continuarono, sera dopo sera, tant'è che ad un certo punto egli esitava ad andare a letto , in quanto ben sapeva ciò che sarebbe accaduto dopo. Ma una sera di due mesi dopo accadde qualcosa che cambiò completamente la propria vita.

Coricatosi, non aveva sonno, ma si sentì talmente stanco da chiudere quasi istantaneamente gli occhi. Subito dopo, nel dormiveglia, si accorse che la sua stanza era illuminata da una luce quasi solida, ma come al solito, egli non ebbe il coraggio di guardare alle proprie spalle. Ad ogni modo, lo strano formicolio continuò. La mattina seguente, la madre che entrò nella stanza per svegliarlo, lo sgridò, in quanto tutti i propri indumenti, compresi quelli intimi, erano sparsi sul pavimento. Il letto era interamente bagnato ed odorava di sudore.

Il tempo passò ancora, ed il nostro Alex, ormai diciannovenne partì per il servizio militare. Mise su famiglia come ogni essere umano sogna di fare, e dopo poco ebbe un bambino.

Un giorno, mentre percorreva con il figlioletto di circa due anni, a bordo della sua macchina la strada statale PILASTRI (FERRARA)-FERRARA, un camion che proveniva dalla corsia opposta alla sua, gli invase la carreggiata. Capita la situazione di grave pericolo, e per salvare la vita al figlioletto, non esitò a fare da scudo con il proprio corpo al corpo del figlio. L'impatto fu terribile, e sebbene il bambino se la cavò con poche escoreazioni, egli subì un grosso trauma cranico, gli venne asportata la milza, ebbe alcune vertebre spostate, oltre ad alcune fratture composte e scomposte.

Dopo il ricovero in ospedale e la lunga degenza presso la propria abitazione, egli si recava periodicamente per le visite di controllo presso il chirurgo ortopedico che lo seguiva nel suo decorso. Un giorno il chirurgo lo chiamò e gli disse se poteva raggiungerlo presso il proprio ambulatorio, in quanto doveva comunicargli alcuni dati. Una volta giunto nell'ambulatorio, al nostro Alex venne detto: "ho appena finito di esaminare alcune lastre da cui si evince che le placche che noi t abbiamo inserito per rinforzare i punti di frattura ossea, vanno molto bene, ma non riusciamo a capire chi possa averti inserito questi oggetti ."

Detto ciò, il chirurgo mostra al nostro "Alex" una serie di oggetti fusiformi e piccolissimi, localizzati all'interno di un disco intervertebrale e di una costola. (fig.1)

Ma cosa erano questi strani oggetti? E soprattutto, chi li aveva inseriti in quelle zone, visto che il chirurgo non ne sapeva nulla, ed il nostro "Alex" continuava a ripetere di non aver subito mai prima di allora nessun tipo di intervento?

Poco tempo dopo questo fatto si rivolse a noi, che analizzammo con le dovute cautele la sua situazione. Venimmo a sapere dai vicini e da conoscenti del proprio luogo di residenza, che era un ottimo padre di famiglia, non beveva non dava adito insomma, a tutte quelle azioni che possono far diventare una persona un essere superficiale. Anzi, il nostro "Alex" è tenuto in gran considerazione al suo paese. Quindi, dopo le nostre indagini, nulla emerse, circa "montature" ad hoc, o espedienti di alcun genere usati per farsi pubblicità.

Usando i nostri apparati in grado di rilevare fonti magnetiche, oltre al metal-detector in nostro possesso, comprendemmo che si era di fronte ad impianti di origine metallico-magnetica, che reagivano come ripetitori di un segnale nell'ordine dei 20-25 Hertz. Cosa fare? Era chiaro che eravamo di fronte ad un caso lampante di "Abduction", per cui mettemmo immediatamente al corrente il nostro "Alex" di cosa potesse essergli accaduto, al che egli ci chiese di essere sottoposto alla tecnica dell' "AUDITING", che noi, unico Centro Ufologico al mondo, usiamo sui casi di presunto rapimento alieno. Le analisi sono iniziate da circa un mese ed ogni volta che sentiamo parlare il nostro "Alex" in seduta, oltre a raccogliere nuovi particolari sul suo caso, notiamo che egli stesso si stupisce di ciò che rivive in quei momenti. Ad ogni modo, i nostri studi continuano in questa direzione, poiché siamo sicuri che la direzione da noi imboccata sia quella giusta. Auspichiamo anche per il nostro "Alex", così come per gli altri numerosi casi di rapimento che abbiamo analizzato, di riuscire a portare nella sua vita ed in quella dei suoi cari, quella pace e quella serenità a cui giustamente ogni essere umano aspira.

E per il momento è tutto. Alla prossima

 

Antonello LUPINO - Dip.to Tecnico Scientifico C.U.I.

Dip.to Tecnico Scientifico: sensej@libero.it

 

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